
Progetto Agro-Industriale
Costa d'Avorio
Il Contesto
La Costa d’Avorio si presenta oggi come il baricentro gravitazionale dell'Africa Occidentale francofona, una nazione che ha saputo risorgere dalle ceneri di un decennio di instabilità civile per trasformarsi in una delle economie più dinamiche del continente.
Il suo contesto geopolitico è definito da una stabilità ritrovata avendo privilegiato le infrastrutture e l'apertura ai mercati internazionali, rendendo il Paese il porto sicuro e il motore finanziario dell'intera zona UEMOA.
La Costa d'Avorio è il primo produttore mondiale di cacao (copre circa il 40% del mercato globale) e di anacardi. Queste due colture, insieme al caffè, all'olio di palma e alla gomma naturale, costituiscono la spina dorsale delle esportazioni.
Nel settore della frutta fresca, il Paese è un leader regionale per l'esportazione di ananas e banane, destinate principalmente al mercato europeo.
Se per alcune produzioni agricole la Costa d’Avorio è un leader mondiale, riguardo la produzione di ortaggi (pomodori, cipolle, peperoni, insalate) è ancora ampiamente destinata al consumo interno e gestita da agricoltori familiari. Nonostante la terra sia fertile, la produzione locale non riesce a soddisfare la domanda urbana, costringendo il Paese a importare massicciamente dall’Europa o da paesi limitrofi.
Si stima che la Costa d'Avorio importi circa il 40-45% dei prodotti, ma questa media nasconde picchi molto più alti per prodotti specifici.
Tra i prodotti maggiormente importati risultano la cipolla, il pomodoro (fresco e trasformato), l’insalata, con percentuali di importazioni molto elevate.
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Le Perdite Post-Raccolto: A causa della mancanza di catene del freddo e di infrastrutture di stoccaggio, circa il 40-50% dei prodotti deperibili marcisce prima di arrivare al consumatore. In un clima così umido, la velocità di degradazione è altissima.
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Cambiamenti Climatici e Malattie: La produzione in pieno campo di ortaggi è resa quasi impossibile nei mesi più umidi a causa di attacchi di funghi che richiedono un uso massiccio (e spesso pericoloso per la salute pubblica) di pesticidi.
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Il settore agricolo soffre di un alto tasso di sotto-occupazione. I giovani scappano dal lavoro manuale pesante.
La Nostra Proposta
Il modulo ARIEL è stato pensato per avere una singola anima, ma con scopi e caratteristiche differenti a seconda delle esigenze.
La produzione agricola viene garantita da serre di ultima generazione con coltivazione fuori suolo. I nostri partners, Leader Mondiali di queste tecnologie, affiancheranno il progetto in tutta la fase di progettazione tecnica e di gestione, per garantire una produzione stabile durante tutto l’anno.
L’obiettivo non è garantire solamente una produzione continuativa, ma offrire un pacchetto completo e autosufficiente, considerando il clima, l’ambiente e il quadro geopolitico nazionale.
Il traguardo è il medesimo: garantire una produzione stabile che possa rientrare in piani e progetti di sovranità alimentare nazionale. Le serre vengono progettate nel minimo dettaglio a seconda del territorio, del clima, della produzione, della richiesta.
A fronte della dipendenza dalle importazioni, il nostro gruppo propone un PPP - Public Private Partnership strategico finalizzato a garantire la Sovranità Alimentare in considerazione alla produzione del modulo ARIEL. Attraverso la realizzazione di un polo di serre industriali integrate, siamo in grado di assicurare una fornitura ininterrotta di ortaggi durante tutto l'anno a un prezzo fisso e concordato, eliminando le fluttuazioni di mercato e la dipendenza dalle importazioni.
Proponiamo una collaborazione basata su un accordo BOT (Build – Operate - Transfer).
Il nostro obiettivo è affiancarci al Governo garantendo una struttura tecnologica ad alto rendimento produttivo. Durante il periodo del PPP - Public Private Partnership, provvederemo a formare i lavoratori locali per cedere l’intera struttura alla Costa d’Avorio alla scadenza del contratto.
Il Progetto Pilota
Come progetto pilota proponiamo un modulo ARIEL di 15 ettari nella zona di Yamoussoukro.
Il Distretto Autonomo di Yamoussoukro rappresenta la sintesi perfetta tra efficienza logistica e prestigio istituzionale. La sua posizione centrale permette di servire i grandi mercati di Abidjan e Bouaké in tempi record, garantendo la freschezza del prodotto.
La collaborazione con università e istituti di agronomia a Yamoussoukro e italiani facilita il progetto di formazione e trasforma il sito in un polo di sviluppo all’avanguardia, rendendo Yamoussoukro il cuore pulsante della nuova sovranità alimentare ivoriana. Questo ci permette di formare in loco la «prima generazione» di formatori che, secondo il progetto, affiancheranno la formazione degli agricoltori locali nelle serre e in agricoltura tradizionale.
Al centro di questo progetto non ci sono solo numeri, ma le persone. ARIEL si basa su un concetto tanto profondo quanto semplice: costruire un’azienda dove il successo non è individuale, ma comunitario:
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La catena del freddo di ARIEL verrà messa a disposizione anche agli agricoltori locali;
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Gli scarti vegetali di produzione verranno riutilizzati localmente;
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Il lavoro non diventerà una catena che impedisce la vita comunitaria, garantiremo ai lavoratori la flessibilità necessaria per onorare i propri doveri sociali e famigliari;
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La tecnologia non sarà un segreto straniero, ma attraverso i centri di formazione le competenze verranno trasferite ai giovani locali;
Ipotesi di reinvestimento
Il piano di reinvestimento di ARIEL si articola in più fasi strategiche volte a garantire stabilità sociale e autonomia tecnologica.
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Nei primi anni, il focus sarà sulla formazione diretta attraverso la «ARIEL Academy», un centro di formazione per agricoltori locali, e il programma "Nutrire il Futuro", che destinerà prodotti di alta qualità e progetti legati all’acqua e al sostentamento a villaggi e comunità sul territorio.
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Durante la fase di espansione, oltre alla formazione, proporremo investimenti per finanziare la creazione di Oasi Agricole Comunitarie e aziende di trasformazione e packaging prodotti, trasformando la popolazione locale in partner produttivi e formando, tramite borse di studio internazionali, i futuri dirigenti del settore. L’obiettivo è creare un ecosistema produttivo solido e resiliente per sostenere i progetti di «Sovranità Alimentare» del Governo Ivoriano.
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Inoltre, per blindare la continuità del progetto contro ogni crisi internazionale, ARIEL istituirà una Banca del Seme Locale in collaborazione con le università ivoriane. Questo permetterà di selezionare e stabilizzare varietà autoctone e non, trasformando la Costa d'Avorio in un polo sementiero indipendente e diminuendo la dipendenza dai mercati esteri.
Essendo ARIEL un progetto pensato per essere ceduto alla Costa d’Avorio, per noi è fondamentale che la tecnologia si metta al servizio della cultura locale.
Invece di una modernizzazione che sradica, proponiamo un progresso che nutre: un modello in cui l’efficienza industriale italiana genera risorse dirette per il patrimonio ancestrale del Paese.
La nostra presenza in Costa d’Avorio rispetta il culto degli antenati, la cultura e le realtà locali, integrando i ritmi della produzione con i doveri sociali dei lavoratori, affinché ogni stipendio e ogni tecnologia servano a elevare la dignità collettiva.






